La sentina di Facebook

Poche professioni al mondo sono a contatto col male come i moderatori di Facebook. Intendo il male in ogni sua declinazione. Un male che non esprime alcun fascino, un male visibile, che si può leggere, guardare, direi quasi toccare con mano. Proprio grazie anche a un patto stretto col diavolo – col male – i […]

Amazon e l’uso dei dati per il controllo totale

Il taylorismo nasce alla fine del secolo scorso come approccio scientifico all’organizzazione del lavoro. Si tratta di una pratica ideata da Frederik Winslow Taylor nelle acciaierie della Bethlehem Steel, in Pennsylvania. Consisteva, come riporta Paul Mason in Postcapitalismo, «nell’incaricare un manager di controllare da vicino i periodi di riposo dell’operaio, e perfino la velocità con […]

I no che vanno detti e le spunte blu

Cosa racconta la fine delle spunte blu? Come definire il comportamento di un utente che vi rinuncia? Cosa significa aver scelto le spunte grigie? Sembrano cose meschine o irrilevanti vero? Eppure tocca farci i conti. La confidenza con la tecnologia e con le funzioni che essa abilita creano nuovi comportamenti, abitudini che tentiamo di interpretare in base […]

Insta-giornalismo

Fare il giornalista significa dare notizie, e poi spiegarle. In definitiva è un mestiere di cui è abbastanza semplice definire il perimetro. Sebbene molti di noi scrivano, alcuni scrivano molto bene, la professione ha poco a che fare con la bella scrittura. Indipendentemente dal formato e da come si impacchettano, contano sempre e soltanto le […]

Femminile tecnologico

Da qualche giorno mi interrogo sullo scrivere, in questo canale, qualcosa che non abbia a che fare con il potere digitale, con la smisurata fame di crescita delle techno-corporation, con la brama di dominio che le permea. Mi sono a lungo domandato se non sia un mio pregiudizio ma non credo sia così. La brama […]

«Se il governo ha intenzione di usare la forza, è bene che gli americani lo sappiano da Facebook»

Come volevasi dimostrare (per adesso, almeno).  Mark Zuckerberg ha deciso che i post di Trump non meritano alcuna censura da parte del social network. In particolare quello in cui il presidente – citando il sindaco razzista di Miami, Walter Headley – si diceva pronto all’uso della forza: «quando iniziano i saccheggi si inizia anche a […]

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