La settimana Telegram (10-17 maggio 2020)

Perché Elon Musk ha deciso di vendere tutti i suoi beni fisici
(11 maggio 2020)
In questi giorni si parla molto di Elon Musk. Il fondatore della Tesla, di SpaceX (e anche di Neuralink e PayPal) ha dichiarato che se la California non gli farà riaprire la fabbrica a Freemont, lui la sposterà in Texas.  Molto probabilmente si tratta di una provocazione: spostare una fabbrica richiede un anno e mezzo. Ma il ragazzo è fatto così: adora far parlare di sé. Per capirci è uno che ha chiamato il figlio appena nato X Æ A-12, pronuncia: X Ash A 12

📍Dove X è l’incognita, Æ sta per artificial intelligence, e l’A-12 è un aereo precursore del Lockheed SR-17. Quest’ultimo è stato a lungo il jet più veloce del mondo, sviluppato nella cosiddetta Area 51, areo che ha un’infinità di riferimenti nella cultura di massa. Date un’occhiata su Wikipedia se siete curiosi. Tuttavia la notizia che più colpisce è un’altra.

🔴Il 1° maggio scorso Musk ha dichiarato: “venderò tutti i beni fisici, non possederò nessuna casa”. E così ha fatto, mettendo in vendita una serie di ville in California per una cifra che si aggira attorno ai 75 milioni di dollari. E ha precisato che ancora non sa dove andrà a stare: “probabilmente affitterò una piccola casa da qualche parte”. 

Anche se gli affitti sono in calo causa Covid19, Musk non ha problemi a staccare un assegno, visto che possiede, secondo Forbes, un patrimonio di 39 miliardi di dollari. C’entrano questioni legate alla liquidità dell’azienda probabilmente, ma non bastano a spiegare tutto.

La scelta, così Musk l’ha raccontata al Wall Street Journal, è fondata su ragioni che poco hanno a che fare con i denari: “in questo momento – ha detto – sto cercando di rendere la mia vita il più semplice possibile. Voglio possedere soltanto cose che hanno un valore sentimentale”. 

Ecco qui l’ombra di Burning Man (http://bit.ly/2MKr8Ep) sorgere alle spalle dell’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense. Nel Festival di arti che si svolge ad agosto nel deserto del Nevada, infatti, la decommodification è uno dei 10 principi fondamentali. E possiamo tradurlo con demercificazione, brutto ma rende l’idea. Come se l’assoluto digitale e il disinteresse verso gli oggetti fisici rappresentino la vera ricchezza. Tra l’altro Elon Musk è un frequentatore del festival, e nel 2013 ha donato 10.000$ per finanziare la costruzione del “Temple of Whollyness”, proprio a Burning Man.

🔴 In realtà credo sia un modo autentico, eppure estremamente seducente, di offrire una rappresentazione di sé coerente con il personaggio che Musk ha impersonato fin qui. Un imprenditore fuori dagli schemi, un modello di anticonformista tecnologico più simile a Tony Stark, cioè Iron Man, che non a un qualsiasi capitalista digitale nerd e occhialuto. 

E non è un caso che recentemente Musk abbia dichiarato: “negli ultimi anni, il temine miliardario ha assunto un significato… peggiorativo, qualcosa di negativo, cosa che non credo abbia granché senso, nella maggior parte dei casi


La super lobby di Facebook
(13 maggio 2020)

Mark Zuckerberg evidentemente non si fida del sentimento diffuso e popolare di gratitudine verso la tecnologia, emerso durante questi mesi di lockdown. O forse, in maniera più prosaica, aveva messo in cantiere questa iniziativa prima che scoppiasse la pandemia, e ha ritenuto di non dover fermare le macchine. 

🔴Fatto sta che il Washington Post ha rivelato che Facebook ha creato una nuova organizzazione di lobbying per promuovere la cultura e soprattutto gli interessi delle aziende tecnologiche della Silicon Valley

L’organizzazione si chiama American Edge e per prima cosa dovrà resistere all’attacco portato negli ultimi mesi, dai procuratori di molti Stati, contro le grandi techno-corporation della California, e lo farà cercando di non mostrare troppo chi la finanzia.

American Edge è una specie di fondazione con una struttura giuridica che le consente di nascondere i suoi donatori. Potrà insomma non dare comunicazione di chi la sostiene, anche se proprio le attività di comunicazione saranno la sua ragion d’essere. 

📌Pubblicità, convegni, documenti, articoli scientifici in collaborazione con le università, tutto affinché sia chiaro ai legislatori e al potere di Washington che la Silicon Valley è necessaria per gli Stati Uniti: per la sicurezza nazionale e per la crescita economica, e infine – cosa non meno importante per lasciarla libera di operare come è stato fatto finora – è fondamentale per la libertà di parola dei cittadini. 

Nel consiglio di amministrazione saranno presenti un membro del congresso democratico e un ex governatore repubblicano, giusto per ribadire quanto tutto questo sia bipartisan. E proprio i temi politici saranno centrali.
🔴Tra gli argomenti che American Edge utilizzerà, ricordiamo che la campagna elettorale presidenziale è in pieno svolgimento, c’è anche la competizione con la Cina. E dunque la fondazione esalterà il rischio che le aziende tecnologiche cinesi siano avvantaggiate da un indebolimento delle techno-corporation californiane a opera dei procuratori di giustizia. 

📌 Discorso che lo stesso Zuckerberg aveva fatto alla Georgetown University qualche tempo fa, sottolineando che «la Cina sta costruendo una propria Internet incentrata su valori molto differenti, e sta esportando questa sua visione in altri paesi. Fino a poco tempo fa Internet, fuori dalla Cina, è sempre stato definita da piattaforme americane che esprimevano valori di libertà. Non abbiamo più la garanzia che questi valori trionferanno», così la raccontava Zuckerberg, era ottobre del 2019. Adesso dalle dichiarazioni sembra sia passato ai fatti.

📍Per chi volesse approfondire, qui un mio articolo sul conflitto tra Cina e Stati Uniti nello spazio digitale.


L’intelligenza artificiale e lo sport
(14 maggio 2020)
🔴Qualche giorno fa vi ho raccontato di Peloton. Un rivenditore di attrezzi per allenarsi in casa e applicazione per seguire lezioni di sport da remoto, che ha riunito una classe virtuale di 23.000 persone. La relazione tra digitale e sport è in continua evoluzione, e non si limita agli allenamenti a distanza o con un’App. 

Aly Orady è un ragazzone americano che ha lottato a lungo per ridurre il suo peso di oltre 70 chili. Poi – così la racconta, con il tono enfatico di tanti fondatori di start up – ha capito che il problema era più ampio: la palestra come spazio fisico, l’attesa che gli attrezzi si liberassero, la precisione dei carichi. Così ha creato Tonal, un’azienda che vende una specie di enorme smartphone, da appendere a una parete di casa, al quale sono collegati due bracci. Si tratta di attrezzi multifunzione, collegati a un motore elettromagnetico che genera resistenza, che servono per allenarsi. Il software di Tonal prevede fino a 200 diversi esercizi.

Sull’onda della definizione di palestra da casa intelligente, Tonal ha raccolto oltre 550 milioni di dollari tra gli investitori, compresa Serena Williams per una valutazione di pre-Covid19 di 4 miliardi. 

📌La vera specificità, tuttavia, è un’altra. 

E cioè l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per spingere lo sportivo negli allenamenti a confrontarsi con se stesso. Una volta spesi un bel po’ di soldi, e cioè circa 3.000$, il mega smartphone da parete comincia a costruire un identikit dell’utente. Il computer raccoglie dati da differenti sensori di movimento, inseriti anche nei due bracci mobili e in una serie di kit aggiuntivi. 
🔴Come ha spiegato al Wall Street Journal Renee j. Rogers, direttore dell’Istituto per la salute e il benessere dell’Università di Pittsburgh, la tecnologia «misura oggettivamente le nostre prestazioni in un modo che prima non si poteva fare». 

Gli utenti, insomma, si affidano alla macchina – che li conosce meglio di chiunque altro – per allenarsi. L’intelligenza artificiale aumenta gradualmente il livello di resistenza a un ritmo tale che le persone riescano a stare sempre «poco sotto il proprio limite – spiega Stephen Intille, della Northwestern University -. È quello che farebbe un bravo allenatore in palestra: capire di cosa sei capace e poi spingerti un po’ più oltre». Il concetto di limite, limite fisico peraltro, affidato alla macchina.

🔴Ovviamente il tutto viene confrontato con altre persone di peso, età, sesso simile. E l’algoritmo di Tonal propone un percorso personalizzato, che è frutto di una sintesi tra la propria condizione e il comportamento di tutti gli altri. 

Sullo smartphone si seguono i progressi, ci si sfida a distanza. E ancora una volta, affascinati da tanta tecnologia, tra l’altro arricchita da un magnifico design, scivoliamo in una relazione con le macchine sempre più profonda. E lo sport, anche quello individuale che manteneva vivo il rapporto con un allenatore, sarà sempre di più un fatto solitario. Da fare in isolamento, in autoisolamento.


Lo shopping di Facebook, compra Giphy per 400 milioni di dollari
(15 maggio 2020)

🔴Se ci fosse bisogno di un segnale che Facebook gode di buona salute, la notizia dell’acquisto di Giphy sarebbe il migliore segnale possibile. Una specie di barometro che indica, per la meta-nazione digitale guidata da Mark Zuckerberg, tempo sereno nei mesi a venire. 

Giphy è una piattaforma e un motore di ricerca per trovare e condividere GIF animate. Queste ultime, probabilmente, sono uno degli oggetti digitali più utilizzati del presente. 

📌L’acquisto vale 400 milioni di dollari. Per capirci la cifra serve a comprare un enorme database di 10 miliardi di GIF integrate in molte piattaforme di social network e non solo. Tra le altre Twitter, la stessa Facebook, WhatsApp e Instagram. Proprio da Instagram arriva più del 50% del traffico di Giphy. Insomma una specie di matrimonio perfetto. 

🔴Alcune veloci considerazioni. 

📌L’acquisto da parte di Facebook ribadisce – laddove ce ne fosse bisogno – la centralità dell’intrattenimento nella relazione tra le persone, come cuore dell’attività del social network. Le notizie, i contenuti, le fake news sono una enorme seccatura per Zuckerberg. Egli, in un periodo di crisi profondissima, decide comunque di procedere nelle trattative fino a concludere l’acquisto della piattaforma di GIF

📌 Scaricare GIF concorre a definire meglio i profili degli utenti, e aggiunge dati alla clamorosa capacità estrattiva del gruppo Facebook.

📌 Giphy collabora già con le aziende, oltre 200 hanno prodotto contenuti con finalità di marketing. Significa che le GIF commerciali disporranno di un ecosistema ancora più efficace per raggiungere il proprio pubblico. 

📌 Giphy ha più di 700 milioni di utenti al giorno. Non è un social network, lo abbiamo detto, ma sono comunque nuovi sudditi della piattaforma di Zuckerberg.

📌 Facendo un conteggio a spanne, il gruppo Espresso, Repubblica, Radio Capital, Radio Deejay, Limes e tutti i giornali locali, appena acquistato da Exor (famiglia Agnelli) vale nel complesso poco più di 230 milioni di euro. Giphy ha 131 impiegati. Ovviamente non si sommano, né si paragonano le mele e le pere. Ma gli ordini di grandezza concorrono a definire la considerazione, il peso e il valore anche simbolico di un determinato settore, di un’azienda, per un intero sistema socio-economico.

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